Nucleare in vista

24 agosto 2010

L’energia nucleare è una follia. Problemi ambientali, costi altissimi, tempi di realizzazioni lunghissimi. Il governo va avanti lo stesso, va avanti per una strada pericolosa e vecchia.

ENERGIA. Saglia dà l’annuncio al Meeting di Cl

Nucleare, a ottobre il decreto e i primi siti

RIMINI. A gennaio 2011, quando arriveranno le prime domande per la costruzione delle centrali nucleari, si conosceranno anche i primi due siti dove saranno realizzate. Il governo porta avanti il piano per il ritorno al nucleare dell’Italia. Come ha annunciato al Meeting di Rimini il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia.

Ad ottobre arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri un «decreto per la strategia nucleare», di concerto con i ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. E nel testo saranno previste anche le «garanzie per le aziende», indennizzi nel caso che il progetto si arresti. Sui siti il governo vuole scelte di intesa con le Regioni: «Il percorso con i territori deve essere di condivisione e non di impostazione militaresca», garantisce Saglia. Il governo potrà comunque avvalersi dei poteri sostitutivi, «ma è un’evenienza che vorremmo scongiurare».

Che si deve andare avanti, lo dicono anche le aziende. Per l’ad di Enel, Fulvio Conti, non si può continuare a pensare che «uno sviluppo ordinato e sostenibile» sia possibile «senza ricorrere a tecnologie che a torto vengono considerate invasive e nocive».

E’ vero sbagliamo noi. Il nucleare è pulito e sicuro e fa bene alla salute e soprattutto alle generazioni future. Non possiamo ipotecare il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti con impianti che di sostenibile non hanno nulla. Come al solito nessuno parla mai delle scorie. Dove le mettiamo? Io proporrei nel giardino di Stefano Saglia e Fulvio Conti

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Corchiano non è sulla Luna!

23 agosto 2010

Durante la campagna elettorale scorsa venivamo bollati come utopisti o, peggio ancora, una lista con idee irrealizzabili. Naturalmente anche a Nogara ha vinto la Lega Nord con i risultati che fino ad oggi non lasciano sperare granché per il futuro. Un articolo di Marco Boschini, Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi, descrive molto bene come può essere attuale e reale un Comune Virtuoso.

I vigili hanno l’ordine di girare in bicicletta per inquinare meno, e gli scuolabus sono alimentati dal biodiesel derivato dall’olio che usano le nonne dei bimbi per friggere in cucina. Grazie all’ecoeuro, una moneta coniata dal Consiglio comunale dei ragazzi, le famiglie virtuose della comunità acquistano prodotti sfusi senza imballaggi, consumano prodotti locali e di stagione, si scambiano beni e saperi.

La banca che fa affari d’oro si chiama “Banca del racconto”, e gli operatori attivano quelli che chiamano focolari narrativi per non disperdere col tempo l’enorme patrimonio di storia e memoria che portiamo ognuno dentro al nostro percorso di vita. Da un anno il comune si è convinto che il porta a porta non si fa solo in televisione, ma anche in oltre millecinquecento comuni italiani nella gestione dei rifiuti: le cifre di raccolta differenziata sono schizzate all’85%, e già il 20% delle circa 1.500 famiglie ha acquistato una compostiera domestica. Non contenti, gli amministratori ne hanno creata una di comunità, più grande, dove ogni cittadino può portare scarti alimentari che nel giro di qualche mese si trasformeranno in ottimo fertilizzante per gli orti urbani del paese.

Grazie alla fontana pubblica che eroga l’acqua del sindaco, la comunità ha eliminato l’uso (e il trasporto) di circa 200.000 bottigliette da mezzo litro in PET, per non parlare della montagna di flaconi e contenitori vari messi al bando grazie alla vendita di prodotti alla spina (detersivi, alimentari, ecc.).

Grazie alle modifiche introdotte nel regolamento edilizio, le case possono essere costruite o ristrutturate a patto che seguano specifiche prescrizione per il risparmio e l’efficienza energetica, e per dare il buon esempio una volta tanto i primi a far qualcosa sono stati proprio gli amministratori, installando impianti fotovoltaici sul tetto del municipio e su quello della scuola. Grazie ad una sorta di gruppo di acquisto comunale, i cittadini hanno la possibilità di accedere ad informazioni, consulenze e supporto per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

A fare la spesa i cittadini vanno con una sporta riutilizzabile e periodicamente l’amministrazione organizza i mercatini del riuso, dove libri, giocattoli, mobili, vestiti, biciclette, …, tornano a prendere vita nella vita di altre persone e dove il dono e lo scambio sono la moneta vigente.

Da anni sono attivi percorsi di cooperazione decentrata con la Repubblica Democratica del Congo, grazie alla collaborazione del Comune con diverse realtà associative, e l’amministrazione (oltre a far parte dall’inizio dell’anno dell’Associazione dei Comuni Virtuosi) è tra le promotrici del Coordinamento degli Enti locali per l’Acqua Pubblica.

Il Sindaco si chiama Bengasi Battisti, e quando lo guardi negli occhi vedi un sacco di cose tutte insieme: futuro, progetti, buonsenso, entusiasmo, serietà, trasparenza. Amministra il Comune di Corchiano, comunità di circa 4.000 abitanti in provincia di Viterbo. Che non è sulla Luna, ma in quest’Italia apparentemente impantanata in una melma di immobilismo e inefficienza che travolge ogni cosa, a partire dalle istituzioni.

Vorrei dire a tutti i sindaci italiani (ce ne sono 8.101) che dovremmo tutti quanti prendere esempio dal Comune di Corchiano. Organizzare viaggi di istruzione sul posto, prendere carta e penna e copiare le tante buone idee e altrettante sperimentazioni che questo piccolo comune ha messo in campo da qualche anno. Vorrei dire anche ai tanti scettici e pessimisti che è proprio a partire da questi esempi che possiamo dire, oggi più che mai, che è possibile cambiare perché stiamo già cambiando. Che si può fare politica con onestà e spirito di servizio, che si può entrare nelle istituzioni e governarle con rispetto e buon senso, efficienza e fantasia.

Grazie dunque a Corchiano, al suo sindaco, alla sua classe dirigente per una volta all’altezza, ai cittadini della sua comunità.

Quando si tenne l’incontro in teatro comunale io fui l’unico, dei cinque candidati sindaci, a sollevare il problema dei rifiuti e a suggerire che la strategia da seguire era quella dei Rifiuti Zero. Nelle prime file, oltre ad alcuni virtuosi, erano seduti esponenti dell’attuale maggioranza i quali dissero «cosa dobbiamo fare con i rifiuti mangiarceli?». Questi sono coloro che devono guidare il paese nel futuro prossimo.

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Volantino n° 2

20 agosto 2010

La questione ospedale è una questione seria che questa maggioranza non sembra prendere in considerazione. Abbiamo deciso di informare i cittadini dell’episodio gravissimo accaduto al pronto soccorso (ormai chiuso) di Nogara.

Questo il link dove scaricare e stampare il volantino

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Volantino n° 1

22 giugno 2010

Nogara Virtuosa ha deciso di cominciare a divulgare alcuni volantini informativi. Diamo inizio alla serie con il primo volantino dal titolo: Mercato, Vigili e Viabilità.

Questo il link dove scaricare e stampare il volantino

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Obiezione di coscienza a Camigliano (CE)

5 maggio 2010

Vincenzo Cenname

Si può pensare ad una forma di obiezione di coscienza nell’azione amministrativa?
 Sino a pochi anni fa una domanda simile non si sarebbe forse nemmeno potuta formulare, oggi è sempre di maggiore attualità. Una legge che regolamenta la raccolta dei rifiuti per la sola regione Campania, con un evidente profilo di incostituzionalità, che anche un semplice studente di giurisprudenza è in grado di evidenziare, centralizza le operazioni necessarie all’espletamento del servizio rifiuti all’ente Provincia.
Già questa scelta, se effettuata a livello nazionale farebbe discutere, nel momento in cui si parla di eliminazione dell’ente Provincia, da molti ritenuto inutile e di federalismo fiscale; ma nella provincia di Caserta ed in regione Campania, una simile impostazione rasenta il delittuoso o, si tratta di un provvedimento criminogeno, che vuol dire provvedimento atto a creare criminalità.
Di tante cose c’è bisogno nella nostra regione, tranne di creare nuova criminalità, dal momento che è una delle poche cose che non ci mancano.

 Nel dettaglio attribuire alla provincia il servizio integrato di rimozione dei rifiuti significa creare una gigantesca azienda, facilmente controllabile da componenti criminali, incapace di fornire un servizio di eccellenza, incapace di promuovere una seria raccolta differenziata, ma capace da subito di far aumentare e non di poco la tariffa a carico dei cittadini.
Questa brillante legge riuscirà in un colpo solo a peggiorare il servizio di raccolta dei rifiuti e ad aumentare le tariffe per i cittadini.
 L’ente Comunale in un sol colpo si vede espropriato dei ruoli e non sarà più in grado di determinare, come è stato in grado di fare negli ultimi anni, un servizio di estrema qualità, capace di non far percepire al cittadino nemmeno il più piccolo disservizio, anche nei momenti peggiori della crisi dei rifiuti campana degli scorsi mesi, e di controllare gli importi delle tariffe.
Di fronte a queste evidenze la politica nazionale e locale tace, sorda ad ogni sollecitazione; assenti i nostri parlamentari nazionali e regionali, ovviamente assenti i consiglieri provinciali, infatti clamorosa è l’omissione dell’organo politico provinciale a non dare indicazione operativa o di regolamentazione del futuro servizio così come definito dalla L. 26/2010.
I sindaci stanno demandando alla Provincia, per il tramite della Prefettura, che deve sostituirsi alle inadempienze della Provincia, il servizio della raccolta rifiuti senza avere la minima idea di come sarà espletato il servizio, con quale personale ed a quale costo per i propri cittadini. E’ sin troppo chiaro che le Amministrazioni che sono state incapaci di assolvere il servizio dei rifiuti potranno avere un alibi da questa legge e mascherare la propria inettitudine; ma i comuni che hanno saputo gestire in modo virtuoso, proprio come il Comune di Camigliano (CE), in termini di qualità della raccolta e di contenimento dei costi, sentono questa legge come un sopruso inaccettabile a cui non resta che, come forma di obiezione politica e di coscienza, rifiutarsi di inviare i ruoli (cioè lo strumento necessario per calcolare le nuove tariffe) alla Provincia, anche a costo di vedere commissariato l’ente e nella ipotesi più radicale, rischiare l’apertura del procedimento dello scioglimento dell’ente comunale.
Consapevoli delle eventuali conseguenze, e guidati da uno spirito politico di onesto ed autentico servizio nei confronti della cittadinanza, non abbiamo alcuna esitazione a rimettere il nostro mandato politico, se azione politica non ci è più consentito di svolgere.

Il Sindaco di Camigliano (CE)
Vincenzo Cenname
e la sua giunta comunale

P.S. Questo il gruppo su Facebook

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L’istanza di Marco e Federica

19 aprile 2010

Marco e Federica hanno un bimbo di tre anni che frequenta l’asilo comunale di Maccacari, nel Comune di Gazzo Veronese,  e giustamente si preoccupano di quello che mangia in mensa. Credo sia giusto preoccuparsi ed informarsi di cosa viene dato da mangiare ai nostri bimbi. Loro hanno scritto un’istanza al Sindaco chiedendo l’introduzione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche ai sensi della legge nazionale 488/1999 e legge regionale 6/2002.

Al Signor Sindaco del Comune di Gazzo Veronese (VR)

e p.c. All’Assessore all’Istruzione del Comune di Gazzo Veronese

Maccacari, 16 aprile 2010

Oggetto: Interrogazione al Consiglio comunale. Introduzione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche ai sensi della legge nazionale 488/1999 e legge regionale 6/2002.

Illustre Sindaco,

premesso

  • che la legge nazionale n. 488/1999 all’art. 59, comma 4 recita: “Per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell’Istituto nazionale della nutrizione. Gli appalti pubblici di servizi relativi alla ristorazione delle istituzioni suddette sono aggiudicati ai sensi dell’articolo 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.157, e

successive modificazioni, attribuendo valore preminente all’elemento relativo alla qualità dei prodotti agricoli offerti.

  • che la legge regionale 6/2002 all’art 3 prevede che in tutte le mense scolastiche e prescolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura e assistenza, gestiti in qualsiasi forma da soggetti pubblici o privati, devono essere somministrate le seguenti tipologie di prodotti:

a) prodotti non derivati da OGM o che non contengano OGM o sostanze indesiderate;

b) carne bovina etichettata in conformità all’articolo 13 del regolamento (CE) 17 luglio 2000, n. 1760/2000 “Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, e che abroga il regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio”, sottoposta al disciplinare di cui all’articolo 16 del medesimo regolamento;

c) carni diverse da quelle di cui alla lettera b) e prodotti ittici forniti secondo norme sanitarie di produzione definite dalla Giunta regionale, sentita la quinta commissione consiliare. Nelle more della definizione di tali norme sanitarie e della loro messa in atto possono continuare ad essere utilizzate le carni e i prodotti ittici acquistati secondo le previgenti procedure di acquisto;

d) prodotti dell’agricoltura biologica conformi alla legge regionale 6 aprile 1990, n. 24 “Norme relative all’agricoltura biologica e all’incentivazione della lotta fitopatologica” e al regolamento (CEE) 24 giugno 1991, n. 2092/91 “Regolamento del Consiglio relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo Legge regionale 1 marzo 2002, n. 6 (BUR n. 27/2002) sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari” e successive modifiche ed integrazioni.

2. I prodotti utilizzati nei luoghi indicati al comma 1 devono essere muniti dell’apposita certificazione sui requisiti indicati alle lettere a), b), c) e d) del medesimo comma 1.

  • che la legge regionale 6/2002 all’art 2 recita: “Utilizzo dei prodotti agricoli di origine regionale nei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici e privati.
  1. I servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici devono garantire che nella preparazione dei pasti siano utilizzati prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 50 per cento, in termini di valore, dei prodotti agricoli, anche trasformati, complessivamente utilizzati su base annua.
  2. Negli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari ed agroalimentari destinati alla ristorazione collettiva costituisce titolo preferenziale per l’aggiudicazione, l’utilizzo di prodotti agricoli di origine regionale in misura superiore alla percentuale di cui al comma 1. Sono fatti salvi i contratti in essere al momento dell’entrata in vigore della presente legge, fino alla loro scadenza.
  3. L’utilizzazione di prodotti agricoli di origine regionale nella preparazione dei pasti forniti dai gestori dei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici deve risultare espressamente attraverso l’impiego di idonei strumenti di informazione agli utenti dei servizi.
  • che il problema alimentare riveste oggi un ruolo di estrema importanza nel condizionare lo stato di salute dei cittadini
  • che la certificazione biologica è un requisito importante per un’alimentazione sana, priva di

Pesticidi

  • che non si tiene conto degli effetti dei pesticidi sui bambini che assorbono maggiori quantità di residui poiché mangiano di più in proporzione al loro peso corporeo e i cui organi sono ancora in fase di sviluppo, quindi più vulnerabili e che la compresenza di residui di più fitofarmaci contemporaneamente produce effetti dalle conseguenze ancora sconosciute
  • che l’introduzione del cibo biologico a scuola asseconda la consapevolezza che le abitudini alimentari rappresentino un importante strumento di acquisizione dei modelli culturali e comportamentali che influiranno poi sulle scelte del bambino in tutte le fasi della crescita
  • che mangiare biologico e locale vuol dire anche sostenere la “filiera corta” per incentivare i nostri produttori locali e nello stesso tempo tutelare l’ambiente nella misura in cui si evita l’inquinamento dei mezzi di trasporto e l’utilizzo di tecniche di produzione intensive.

si chiede

quale tipologia di prodotti siano stati introdotti nelle mense scolastiche pubbliche e private del nostro comune.

Inoltre si propone nel caso vengano consumati esclusivamente o parzialmente prodotti convenzionali, che venga data priorità a prodotti esclusivamente biologici e locali in osservanza alla leggi di cui sopra e che nelle prossime assegnazioni di appalti di ristorazione delle mense scolastiche si preveda espressamente l’utilizzo di prodotti derivanti da agricoltura biologica certificata e di produzione locale.

Con osservanza

Marco Motterani, Federica Reani.

Chi volesse presentare la stessa istanza al proprio Comune può scaricare il PDF da qui. Naturalmente deve cambiare alcuni dati adeguandoli al caso specifico.

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L’albero della stazione

17 aprile 2010

Hanno tagliato l’albero della stazione. L’unico rimasto dopo i lavori di ampliamento. Offriva la sua ombra, il suo ossigeno, il suo verde, la sua chioma. L’hanno ucciso lunedì 12 aprile, dopo una lunga, lunghissima vita. Hanno tagliato l’albero della stazione. Ecchissenefrega, risponderanno in molti. A noi di Nogara Virtuosa, invece, “frega”, e tanto. Ed è per questo che chiederemo conto di questo scempio, perchè per noi gli alberi non sono inutili impicci da rimuovere in nome di un progresso malsano ed arrogante. Non sono sacrificabili per un parcheggio, per una colata di cemento o di asfalto. Si possono fare parcheggi, strade, case, rispettando gli alberi. Chiederemo spiegazioni per ogni albero tagliato, ucciso. E intanto consigliamo la lettura di un piccolo libro: L’uomo che piantava gli alberi, di Jean Giono (Salani Editore).
Lui li piantava, a Nogara l’hanno tagliato. Ciao grande Albero…

Michele Turazza – Nogara Virtuosa

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Il contatore che non c’è

14 aprile 2010

A Nogara l’acquedotto non esiste, o meglio, esiste ma è un ologramma. Di fatto nessuno è allacciato alla rete idrica e tutti prelevano dal proprio pozzo. Nogara Virtuosa è a favore dell’acquedotto comunale in quanto con tale servizio si riuscirebbero a calcolare i consumi reali e a disporre di acqua controllata e sicura. Sul quotidiano L’Arena è apparso questo articolo molto interessante.

NOGARA. Il passaggio di gestione da Cisi ad Acque Veronesi ha rivoluzionato i conteggi

Salasso per i consumi d’acqua degli artigiani

Un radiotecnico promuove una raccolta di firme contro i modi «non chiari» di quintuplicare gli addebiti per chi non ha un contatore

Si vede quintuplicare il consumo d’acqua annuale e decide di protestare raccogliendo firme contro un calcolo dei consumi che definisce «irragionevole». Renato Taino, radiotecnico con un piccolo laboratorio di 50 metri quadri in via Maso, quando ha ricevuto la prima bolletta di consumo relativa al 2009 emessa da Acque Veronesi, società subentrata al Cisi a Nogara, è trasalito. L’ente consortile gli addebitava un uso di acqua, forfettario, annuo, di 250 metri cubi: tanto infatti sarebbero stati necessari, secondo il calcolo, al suo laboratorio. Nel 2008 a Taino furono addebitati, dal Cisi, 49 metri cubi annui.

«In pratica, secondo Acque Veronesi, consumerei qualcosa come 685 litri di acqua al giorno solo per lavarmi le mani e fare pipì. Un cosa assurda», osserva Taino. Racconta di aver ricevuto una prima fattura da pagare di 73,95 euro per 125 metri cubi di acqua per il primo semestre «e in questi giorni un’altra bolletta, dal consumo uguale, ma per 81,70 euro con un addebito in più di 6,50 euro per spese relative a un sollecito che non ho mai ricevuto». Così, con scrupolo e per non incorrere in sanzioni, l’artigiano ha chiesto , con una raccomandata ad Acque Veronesi, di essere informato per capire come è stato calcolato il consumo addebitato e, nel contempo, ha versato 24,53 euro pari a quanto prima pagava al Cisi.

Su queste richieste il radiotecnico sta ancora attendendo una risposta. E così, dopo un lungo silenzio e raccolte altre proteste su maxi bollette di altri utenti, ha decsio di lanciare una raccolta firme tra i piccoli artigiani e commercianti di Nogara. «A quanto pare, l’alternativa al calcolo forfettizzato è quella di installare il contatore sul pozzo privato», spiega aggiunge Taino, «una norma che non contestiamo, ma è il sistema di calcolo adottato che vogliamo capire. Chiediamo di rivedere la delibera di Acque Veronesi trattandola con i nostri rappresentanti di categoria».

Intanto da Acque Veronesi arriva la conferma che per le attività produttive esiste una delibera dell’Aato, l’Autorità d’ambito territoriale ottimale, del 2007 che stabilisce un consumo forfettario annuo di 250 metri cubi d’acqua per chi non è allacciato all’acquedotto. A questo punto, converrebbe anche ai più restii installare un contatore. «Con il contatore, verificato il consumo del primo anno, si provvederà poi a conguagliare la somma pagata nei tre anni precedenti», chiarisce infatti Elga Fazion di Acque Veronesi. Ma l’artigiano non demorde: «Potrà anche essere così, ma ancora nessuno mi ha dato una risposta per iscritto, per cui vado avanti con la mia raccolta di firme». La guerra dell’acqua, insomma, continua.

La bolletta è arrivata anche a me ed allegata ad essa c’era una lettera che recitava:

…in particolare le utenze provviste di pozzo autonomo, come da Regolamento approvato dall’ AATO (art. 14 della Delibera n. 2 del 02/07/2007) dovranno installare apposito contatore di misura, in modo da consentire la rilevazione dei quantitativi prelevati da falda, da assoggettare alle tariffe di fognatura e depurazione.

Ho scritto una mail ad Acque Veronesi chiedendo di chi fosse l’onere dell’installazione del contatore. Per tutta risposta mi viene detto:

Egregio Signor Mirco,

in merito alla Sua mail del 11/03/2010 sono ad informarLa che l’installo del contatore sul proprio pozzo privato è un’operazione che deve essere fatta dal cittadino con un proprio idraulico e a proprie spese. Una volta installato il contatore il cittadino deve passare presso gli uffici competenti (nel Suo caso a Nogara in Via Labriola 1) con la matricola del contatore e la lettura iniziale; Le verrà poi consegnato il modulo con il quale dovrà comunicare annualmente la lettura del contatore.

Non capisco perché dovrei installare io il contatore. Il contatore dell’Enel o quello del Gas non sono miei, ma sono delle rispettive ditte che mi forniscono il servizio. Credo che Acque Veronesi si dovrebbe attivare in tal senso.

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Compostaggio a Capannori

11 marzo 2009

Alessio Ciacci è un amico di Nogara Virtuosa. L’anno scorso lo abbiamo invitato a Nogara per spiegarci la strategia Rifiuti Zero adottata nel suo Comune e ci ha fatto molto piacere averlo come ospite. Speriamo di riaverlo presto tra noi per aggiornarci sugli sviluppi del suo progetto. Intanto ha dato il via ad un’altra iniziativa davvero interessante.

L’impianto di compostaggio a Capannori è un elemento di pregio per il nostro territorio, non un problema come alcuni sostengono, parlando di fenomeni di cattivi odori, di grande cementificazione, di terribili impatti ambientali.

Nelle prossime settimane organizzeremo alcuni pullman gratuiti per quei cittadini che vorranno vedere con i loro occhi impianti di compostaggio anaerobico, i processi di lavorazione e il funzionamento. Siamo orientati sulla scelta di un impianto di tipo anaerobico proprio perché, rispetto ai tradizionali impianti, elimina completamente i fenomeni di possibili fuoriuscite di odori e limita molto anche il consumo di suolo. In ogni realtà dove in questi anni il Comune ha ipotizzato l’impianto di compostaggio, subito si è formato il comitato contro l’impianto.

Credo che una buona pubblica amministrazione sia anche un’amministrazione che riesce a prendere delle decisioni utili ed importanti per la collettività. Con la partecipazione dei cittadini abbiamo superato anche le sfide più difficili, come il «porta a porta», seppure fossero molti i cittadini all’inizio contrari, dimostrando nel nostro agire, l’attenzione all’ambiente, così come ai bisogni e alle necessità di tutti. Questa nostra grande attenzione, sia alla tutela ambientale ed alla sostenibilità, così come alla partecipazione di tutti i cittadini, continuerà senza dubbio nei prossimi anni e ancor più per l’impianto di compostaggio. Renderemo i cittadini partecipi delle commissioni comunali dove si discuterà dell’impianto e nelle riunioni in cui si inizierà ad ideare il progetto.

In questo momento all’interno dell’ampia area individuata è ancora da definire l’esatta collocazione dell’impianto e attendiamo risposte dalla Provincia e dagli altri enti. L’Ascit sta pagando pesantemente l’assenza di un nostro impianto di compostaggio, perché corrisponde ogni anno oltre 1 milione di euro per lo smaltimento in impianti in giro per la Toscana o anche fuori Regione. Questo pesante onere economico pesa sulle bollette di tutta la cittadinanza e credo sia nostro dovere, dopo aver avviato la raccolta differenziata, avere anche gli impianti che valorizzano il materiale separato trasformando l’organico in compost utile anche per la nostra agricoltura.

Nei giorni scorsi abbiamo avuto un approfondito confronto nella maggioranza tra tutte le forze politiche ed i consiglieri condividendo questa necessità per il nostro comune ed anche la necessità di realizzare l’impianto il più possibile nelle vicinanze della viabilità esistente. Siamo fiduciosi che la proficua collaborazione tra gli enti saprà superare l’impasse burocratica che si trascina da anni e che avviando un confronto ed una collaborazione costante con la cittadinanza interessata si possa condividere un percorso costruttivo.

Alessio Ciacci
Assessore all’ambiente del Comune di Capannori

P.S. Domani ci sarà il primo consiglio comunale della nuova amministrazione. Non mancate!

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